Consistenza del Fondo Diplomatico

Il Diplomatico dell’Archivio Vescovile di Volterra, a seguito del censimento conclusosi nell’anno 2006, risulta essere costituito da 1591 unità archivistiche, più 61 unità membranacee arrotolate internamente alla pergamena di riferimento, i cui documenti sono compresi tra l’anno 834 e l’anno 1806.
| Secolo | numero pergamene |
| IX | 5 |
| X | 39 |
| XI | 46 |
| XII | 144 |
| XIII | 540 |
| XIV | 624 |
| XV | 165 |
| XVI | 28 |
Il Fondo Diplomatico è costituito da documenti di natura diversa. Il nucleo principale è dato dai documenti della Mensa Vescovile, prodotti a seguito della plurisecolare amministrazione del patrimonio personale dei vescovi volterrani.
Un secondo nucleo di documenti rispecchia il dominio politico che, tra l’XI e il XIV secolo, il vescovo di Volterra ebbe su molti castelli del circondario, le lotte quasi ininterrotte tra il Vescovado ed i Comuni di Firenze, Siena, San Gimignano e lo stesso Comune di Volterra.
Un nucleo particolare di documenti riguarda le pertinenze delle abbazie di Santa Maria di Morrona e di San Giusto in Volterra.
Si tratta di atti emanati da papi, imperatori e sovrani: concessioni, rinnovi e conferme di privilegi, ordini, lettere; atti di emanazione vescovile: sinodi, visite pastorali, collazioni di benefici parrocchiali, assoluzioni da scomuniche, elezioni di potestà e vicari vescovili, imposizioni di tasse e di contributi per la Terra Santa; atti di natura privata, squisitamente economica: contratti d’affitto di terre e beni (locazioni iure feudi, enfiteusi, livelli), compravendite, permute, richieste di mutui, soluzioni di debito, ma anche di particolari come i testamenti, le costituzioni di eredità, le donazioni, le oblazioni.
Un particolare nucleo è quello costituito dagli atti legati alle controversie. E’ il caso delle sentenze pronunciate dal Tribunale ecclesiastico e dai diversi Tribunali laici, delle testimonianze, degli appelli, dei lodi e degli arbitraggi richiesti, delle paci stipulate, delle soluzioni di cause, liti e controversie, delle petizioni.
Strumenti di accesso
Agli inizi del ‘900, Fedor Schneider si dedica alla regestazione delle pergamene riguardanti la città di Volterra e pubblica nel 1907, per conto dell’Istituto Storico Italiano di Roma, nella serie dei Regesta chartarum Italiane, il Regestum Volaterranum (778-1303). Fra i diversi fondi archivistici della città cui Schneider attinge per la sua opera vi è anche il Diplomatico vescovile di Volterra, di cui regesta 319 documenti compresi tra l’anno 834 e l’anno 1303, con particolare attenzione a quelli emanati dagli imperatori, dai papi e dai vescovi.
Successivamente, tra il 1907 e il 1921, il canonico volterrano Giuseppe Mariani si dedica alla trascrizione di gran parte del Fondo. Questi, nel rispetto del precedente ordinamento strutturato per secoli e decadi, risalente probabilmente alla fine del XVIII secolo, trascrive i documenti compresi tra l’834 e il 1347, per un totale di 1635 trascrizioni. Il lavoro del canonico Mariani è stato imponente e per questo risente di diverse inesattezze, in particolare in relazione alla datazione degli atti e all’onomastica e toponomastica. Nel suo intervento di trascrizione, laddove riscontra precedenti errori cronologici, il canonico, pur segnalandoli, non interviene a modificare la disposizione originaria delle pergamene.
Nel 1982 sono stati pubblicati i regesti delle pergamene non presenti nell’opera dello Schneider, in uno studio a cura di Maurizio Cavallini e Mario Bocci dal titolo “Vescovi Volterrani fino al 1100. Esame del Regestum Volaterrarum con appendice di pergamene trascurate da F. Schneider. Supplemento. Introduzione e revisione di Mario Bocci”.
Ad oggi l’inventario completo del Fondo Diplomatico è disponibile presso l’Archivio Vescovile sia in versione cartacea sia in versione informatizzata tramite l’utilizzo del software CEIAr 1.3.
